Il 5 maggio Paolo Stratta, fondatore di Cirko Vertigo ed esperto di teatro di strada e circo contemporaneo, ha sottoposto ai sei candidati alla Presidenza della Regione Piemonte due importanti quesiti. In particolare è stato chiesto loro di esprimersi su quale spazio attribuiscano alle arti circensi ed al teatro di strada nel più ampio settore della cultura piemontese e se ritengono possibile ampliare la dotazione economica della Legge regionale 15 luglio 2003 n. 17 "Valorizzazione delle espressioni artistiche in strada", che sostiene oggi con un budget complessivo di 200.000 euro le espressioni artistiche in strada. Riportiamo in ordine di arrivo le riposte pervenute inviandole ai 12.000 destinatari della nostra newsletter per darne la più ampia diffusione possibile.

SERGIO CHIAMPARINO

1. Che spazio attribuisce alle arti circensi ed al teatro di strada nel più ampio settore della cultura piemontese? Il settore del teatro di strada e del circo contemporaneo in Piemonte è ricchissimo di proposte artistiche all'avanguardia anche a livello internazionale. Colloco questo sistema all’interno della grande sfida che il Piemonte ha di fronte: rivitalizzare l’intero comparto dell’arte, della ricerca e della cultura attraverso la contemporaneità. L'industria culturale, infatti, non può essere considerata la Cenerentola delle politiche economiche, perché oltre ad essere parte fondamentale della storia e dell'identità del territorio, essa rappresenta una preziosa fonte di ricchezza.

2. La Regione Piemonte dispone di uno strumento legislativo a supporto delle espressioni artistiche in strada, una legge (Legge regionale 15 luglio 2003 n. 17 "Valorizzazione delle espressioni artistiche in strada" ), che dispone di una piccola dotazione economica. Ritiene che potrebbe essere implementata nella prossima legislatura? Il Piemonte è stata la prima regione italiana a dotarsi di una legge a sostegno delle espressioni artistiche in strada e Torino la prima città d'Italia a riconoscere e favorire il teatro di strada nelle sue piazze, tanto che Piazza Castello e Piazza San Carlo sono diventate punto di riferimento per molti artisti. Sono convinto che sia stata intrapresa la strada giusta valorizzando e promuovendo il libero esercizio dello spettacolo urbano. Oltre che promuovere i beni che già ci sono, infatti, dobbiamo far crescere tutto ciò che è contemporaneo, consapevoli dello scambio economico che deriva dall'investimento nell'arte e nella cultura. Se sarò eletto mi impegnerò a sostenere questa antica e preziosa forma d'arte, raccogliendo proposte, individuando le iniziative valide e agevolando l'inserimento dei giovani artisti in circuiti allargati. Sono convinto, inoltre, che la Regione debba offrire un reale sostegno agli operatori del settore culturale, aumentandone la capacità di attrarre Fondi Europei, che rappresentano un contributo prezioso per il sostegno e la realizzazione di idee, e incentivando la realizzazione di progetti integrati che consentano di concentrare al massimo le risorse, aggregando territori e settori.

DAVIDE BONO

1. Che spazio attribuisce alle arti circensi ed al teatro di strada nel più ampio settore della cultura piemontese? In questi ultimi anni le arti circensi e il teatro di strada hanno saputo ricavarsi uno spazio all’interno della cultura piemontese grazie ad un lavoro di innovazione artistica, professionalità e tenacia. Questo lavoro non va sprecato ma anzi aiutato e sostenuto affinchè il grande pubblico si avvicini a questa forma artistica inserendola di diritto nelle manifestazioni più consone.

2. La Regione Piemonte dispone di uno strumento legislativo a supporto delle espressioni artistiche in strada, una legge (Legge regionale 15 luglio 2003 n. 17 "Valorizzazione delle espressioni artistiche in strada"), che dispone di una piccola dotazione economica. Ritiene che potrebbe essere implementata nella prossima legislatura? Siamo al corrente del fatto che, trasversalmente, manca un progetto condiviso a medio-lungo termine dell’offerta culturale piemontese che definisca le linee di indirizzo politiche non discrezionali, come garanzia per tutti gli operatori del settore. Quando parliamo di cultura a livello regionale parliamo di 37 milioni di euro circa pari allo 0,5% del bilancio complessivo della regione ricordando che solo qualche anno fa erano circa 120 milioni di euro. Le risorse sono poche, ma crediamo che attraverso una politica di trasparenza e conseguente abbattimento degli sprechi si possano recuperare le risorse necessarie per rinvigorire il settore. Si pensi che riducendo di un solo punto percentuale la spesa sanitaria si potrebbero recuperare circa 16 milioni di euro. Per quanto riguarda la legge in questione, come purtroppo è noto, non si capisce quali sono i “criteri individuati dalla giunta regionale” o comunque non è dato saperlo ai cittadini. Crediamo che questo sistema, in questo momento storico, non sia vincente. Crediamo che il potere di determinare scelte di un certo livello sia da distribuire almeno in 3 parti: la parte politica attraverso la progettualità a medio-lungo termine, la parte tecnica composta da tecnici del settore possibilmente estratti a sorte privi di conflitto di interesse e la parte sociale composta dai cittadini che attraverso i loro feedback contribuiscono a sostenere il settore.

MAURO FILINGERI

Prima di entrare nello specifico delle Vostre domande ci preme sottolineare come l’ Amministrazione precedente abbia drasticamente tagliato i fondi per il settore cultura, passando dal 1,4% del bilancio regionale di quattro anni fa all’attuale 0,4%, una così forte riduzione di investimenti non è sostenibile, se non si inverte questa tendenza l’intero comparto della cultura non potrà sopravvivere e genererà altra disoccupazione. Veniamo ora allo specifico delle Vostre domande.

1. Che spazio attribuisce alle arti circensi ed al teatro di strada nel più ampio settore della cultura piemontese? Partiamo dall’assunto che per noi non esiste cultura di serie A o B ma buona o cattiva cultura, non ci interessa una cultura basata sui numeri, ma una cultura radicata nel territori e di forte impatto sociale. Riteniamo pertanto che le arti circensi sopratutto nella loro declinazione contemporanea ed il teatro di strada abbiano proprio per la loro peculiarità di essere arte che va dal pubblico e non viceversa, una rilevante importanza comunicativa e sociale. L’interdisciplinarietà artistica (teatro, danza, musica, giocoleria, acrobatica) può toccare le più diverse sensibilità ed avvicinare all’arte un pubblico altrimenti distratto. L’arte e la cultura diffusa sul territorio non possono che contribuire ad una crescita sociale e civile e quindi ad una migliore qualità della vita.

2. La Regione Piemonte dispone di uno strumento legislativo a supporto delle espressioni artistiche di strada, una legge (Legge regionale 15 luglio 2003 n. 17 “Valorizzazione delle espressioni artistiche in strada” ), che dispone di una piccola dotazione economica. Ritiene che potrebbe essere implementata nella prossima legislatura? In parte abbiamo già risposto nell’introduzione, l’attuale situazione è insostenibile, siamo convinti che il comparto della cultura necessiti di una nuova legge quadro per tutto il settore, non siamo favorevoli a finanziamenti a pioggia ma mirati, e che sappiano rilevare la natura di servizio dell’ attività culturale e cogliere le nuove istanze e le opportunità di crescita del settore. Proponiamo un piano di intervento per sostenere l’occupazione giovanile nel campo culturale.

GILBERTO PICHETTO

1. Che spazio attribuisce alle arti circensi ed al teatro di strada nel più ampio settore della cultura piemontese? Cultura – come abbiamo scritto nel nostro programma elettorale - non significa soltanto la lettura di un buon libro, la visione di un film interessante o l'ascolto di buona musica, ma è un concetto che abbraccia esperienze sensoriali di più ampio spettro. Le vostre espressioni artistiche rappresentano perciò per noi un elemento culturale importante, che deve trovare la sua miglior valorizzazione.

2. La Regione Piemonte dispone di uno strumento legislativo a supporto delle espressioni artistiche in strada, una legge (Legge regionale 15 luglio 2003 n. 17 "Valorizzazione delle espressioni artistiche in strada"), che dispone di una piccola dotazione economica. Ritiene che potrebbe essere implementata nella prossima legislatura? Abbiamo l'assoluta necessità di tenere i conti in ordine. il governo regionale di centrodestra ha ridotto in questa legislatura i debiti ereditati dalla giunta Bresso, grazie al nostro lavoro di risanamento le risorse che prima erano bloccate per recuperare il disavanzo oggi potranno essere destinate per sostenere lo sviluppo e rilanciare le attività economiche, valorizzando nel contempo la cultura in tutte le sue espressioni. Perciò saremo ben lieti, se ne avremo la possibilità, di poter sostenere con maggiori disponibilità anche le vostre iniziative che rivestono, come afferma la legge 17/2003 "un ruolo di valorizzazione culturale e turistica, di incontro creativo tra le persone, di ricerca e sperimentazione di linguaggi, di scambio di proposte con vari profili culturali, di confronto di esperienze innovative, di affermazione di nuovi talenti, di rappresentazione di attività frutto di geniale ispirazione, di servizio culturale per un pubblico di ogni classe sociale, età e provenienza geografica".

ENRICO COSTA

1. Che spazio attribuisce alle arti circensi ed al teatro di strada nel più ampio settore della cultura piemontese? Secondo me le arti circensi e il teatro di strada rappresentano alcune delle più affascinanti, romantiche ed intriganti forme di espressione culturale. Delle "arti" come queste, che hanno radici così antiche, a partire dalle prime necessità dell'essere umano di interagire con i cittadini in maniera altamente espressiva, umana e dinamica, meritano la più alta considerazione. Inoltre il fatto che alcune associazioni culturali come la vostra abbiano saputo reinventare e reinterpretare, in maniera così intelligente e moderna, espressività così antiche, rappresenta un mix veramente grandioso.

2. La Regione Piemonte dispone di uno strumento legislativo a supporto delle espressioni artistiche in strada, una legge (Legge regionale 15 luglio 2003 n. 17 "Valorizzazione delle espressioni artistiche in strada"), che dispone di una piccola dotazione economica. Ritiene che potrebbe essere implementata nella prossima legislatura? Come evidenzia la data di approvazione della Legge - luglio 2003 - in quel periodo io ero Assessore alla Cultura della Regione, ed ho sostenuto in ogni modo e con convinzione questa iniziativa. Che io sia favorevole è dunque superfluo ribadirlo; sarà però mio impegno - anche in relazione al progresso dei tempi e alla crescita della vocazione turistica di Torino - proporre di implementare il più possibile questa legge nella prossima legislatura. Del resto è mia convinzione, peraltro ribadita in ogni occasione pubblica, che i bilanci della Cultura - dello Stato, della Regione, e degli Enti Locali tutti - abbiano subito negli ultimi anni un "dimagrimento" eccessivo. Si porrà dunque con estrema urgenza l'obiettivo, richiesto dal Comitato Emergenza Cultura, dall'AGIS e da altre significative realtà culturali, di rimpolpare, almeno del 50% rispetto all'attuale, i bilanci del settore culturale.

(Risposte redatte dal candidato Giampiero Leo per conto di Enrico Costa)