Il Plagio

CHE LA TERRA TI SIA LIEVE

Ci siamo tutti confrontati a un evento definitivo, a un momento che ci ha tolto il senso anche di respirare, a un passaggio che ci ha fatto riflettere sull’assurdità della vita.

Per creare questo spettacolo gli artisti hanno accettato questo passaggio.
Con questa creazione si sono presi il rischio di chiamare la morte. Perché per apparire sulla scena, a volte, dobbiamo morire, abbandonando noi stessi per entrare in una forma di coscienza che ci possiede.
La ricerca è incentrata sul trovare modi per non morire: prendere una forma, per poi reincarnarsi nell’immaginazione del pubblico. Giocare al limite tra esistenza e non esistenza per trovare ciò che ci trasforma in una storia.
Durante questa continua trasformazione si prova anche la gioia di mostrare vite di antichi personaggi stravaganti, che gli artisti interpretano con la libertà del proprio essere.
La creazione si basa sulla scelta di prendere la morte come una festa, per dimostrare che non è solo tristezza, che il suo mondo si può affrontare anche ballando.
Che la Terra Ti sia Lieve, dove i morti e i vivi s’incontrano, dove già in effetti siamo morti vivendo o vivi morendo.

All’inizio volevo essere un’attrice: l’attrice della mia vita sentimentale, ma… non lo sapevo. Quindi, tutto ciò che facevo era solo una storia che raccontavo per tutto il mondo. Che differenza c’è tra una persona e un’attrice? Era troppo doloroso per continuare ad amare la gente con gesti, azioni, allucinazioni, voci. Comunque, sono morta. Questa non è una lezione sull’amore e tantomeno sulla morale. Compio azioni strane per non perdere il mio amore. La sua assenza aleggia ancora nell’aria. Posso vederlo adesso, È qui, e non è che credo in Dio. O forse sì, c’è: si incontra dopo la morte.

Obiettivo della residenza alla Casa del circo contemporaneo è raccontare la realtà della vita in maniera poetica. Mettendo in scena il proprio corpo, lo schermo della nostra parabola. La Compagnia desidera ricercare la connessione tra gli artisti e il pubblico, invitandolo ad analizzare una determinata esperienza che chiunque può aver vissuto, sta vivendo o potrebbe vivere. L’idea è che il pubblico senta attraverso le tecniche del circo, la musica, la danza ed il teatro, un qualcosa che genera un cambiamento nella sua vita quotidiana.

Il Plagio è una Compagnia di teatro danza e circo contemporaneo, nata nell’estate del 2015 con artisti provenienti da Messico e Colombia.

Zynthia Fernandez (Messico) è specializzata in trapezio dance e manipolazione dell’hula-hoop. Formata alla Scuola Cirko de Mente (2013-2015) e poi diplomata alla Scuola di Cirko Vertigo di Torino (Italia). Attualmente fa parte del collettivo Compagnia Leggera, un progetto iniziato nell’ottobre 2017 in Spagna.

Jonnathan Rodriguez (Colombia) laureato della scuola superiore IEDI Candelaria a Bogotà, Colombia, con una formazione artistica in teatro, acrobatica, danza, si è diplomato nel 2016 nella disciplina del filo teso, ma è anche trapezista e acrobata alla corda verticale. Attualmente lavora nella compagnia italiana di danza contemporanea, circo e teatro blucinQue.

Elvira Hsissou (Francia) diplomata in danza a Marsiglia nel 1996, dal 2015 si è formata con diversi artisti: Jerzy Grotowski e Thomas Richards, Odin Teatret, Cie Altamira, Theatre du Soleil, Elena Laconte, Suzana Thomas, Sofian Jouini. Attraverso il processo della sua memoria, mescolando il teatro fisico la danza, la poesia e il canto, il suo obiettivo è di costruire ponti per rendere reali storie umane. Collabora con la Compagnia Il Plagio dal maggio del 2018.


di e con
Cinthia Amairany Fernández Trujillo,
Jonnathan Rodriguez,
Elvira Hsissou

Creazione 2018/19

Pubblicato da Caterina Mochi Sismondi su Venerdì 5 ottobre 2018

 

Spazio di Residenza

Sala Blu
presso Parco Culturale Le Serre



Date di Residenza

maggio 2018
26 settembre – 7 ottobre 2018

Restituzione aperta al pubblico

5 ottobre 2018
presso la Sala Blu